IL BORGO ANTICO
Passeggiando tra le vie del paese la nostra attenzione sarà catturata dalle atmosfere medievali che si respirano, potremmo ammirare le particolari architetture come la Porta Orologio costruita nel 1200, che al tempo consentiva l’accesso diretto al “Castrum”. Molto interessante è la vista al Duomo edificato in onore a Santa Maria e San Marcello Papa. 

 

LA CANNESSE
l paese di San Donato Val di Comino è costruito con vicoli stretti e a volte ripidi con le tipiche case in pietra,  la zona più suggestiva e antica è chiamata “Cannesse” (case-annesse) che è anche il nome di una via che costeggia il santuario. Questo, infatti, fu il primo nucleo di case sorte attorno alla rocca e al santuario costruito durante il periodo dell’incastellamento.


LE CHIAVI DI VOLTA
Le chiavi di volta sono l’elemento strutturale e decorativo capace di identificare la famiglia ed il suo ceto sociale : grazie alla ricchezza delle loro simbologie e dei riferimenti a culture antiche, possono essere considerate dei veri e propri oggetti d’arte. Dislocate nelle vie principali del Centro Storico, sono la viva testimonianza dell’opera degli scalpellini sandonatesi.

I vecchi scalpellini di San Donato si dedicavano a questa attività dopo un lungo e faticoso periodo di apprendistato e tramandato di generazione in generazione.


NOVECENTO IL PERCORSO DELLA MEMORIA
Il percorso “Novecento” è dedicato ai luoghi della memoria e della Shoah. Con i suoi 25 ebrei stranieri, San Donato ospitò il numero maggiore di internati di tutto il Lazio e uno dei numeri maggiori d’Italia (il 33° Comune su 601). Gli ex prigionieri e gli ebrei spaventati dai tedeschi furono nascosti in case di campagna, cantine, stanze del centro storico e ricoveri montani (la Grotta degli Ebrei). L’aiuto ad alleati ex prigionieri e internati ebrei fu un fenomeno diffuso, spontaneo, che coinvolse l’intero paese.